Ecco il piano di Tremonti per il fisco
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, all'assemblea di Confartigianato ha delineato le prime direttrici della riforma fiscale che intende attuare senza toccare i conti pubblici: un codice di "principi unificanti", accorpamento degli scaglioni a non più di cinque imposte, tre aliquote, tenendo conto che "le aliquote più basse sono il migliore investimento per ridurre l'evasione fiscale". "Le risorse – ha spiegato Tremonti – possono essere recuperate dalla riduzione della spesa assistenziale. Ma anche la politica deve fare la sua parte". Leggi Ecco i pochi contenti e i molti scontenti della riforma tremontiana
21 AGO 20

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, all'assemblea di Confartigianato ha delineato le prime direttrici della riforma fiscale che intende attuare senza toccare i conti pubblici: un codice di "principi unificanti", accorpamento degli scaglioni a non più di cinque imposte, tre aliquote, tenendo conto che "le aliquote più basse sono il migliore investimento per ridurre l'evasione fiscale". "Le risorse – ha spiegato Tremonti – possono essere recuperate dalla riduzione della spesa assistenziale. Ma anche la politica deve fare la sua parte: tutti gli incarichi politici o pubblici sono remunerati come è nella media europea. Meno aerei blu e più Alitalia".
Altro bacino di rifornimento, per il ministro, è poi quello dell'assistenza. L'obiettivo deve essere l'allargamento della base imponibile sfoltendo le agevolazioni, le esenzioni e i regimi di favori vigenti. "Per dare assistenza a chi deve essere assistito", ha detto Tremonti, "bisogna togliere gli assegni a quelli che hanno 'i gipponi'". Dalle imprese sale la richiesta di fare presto. In Italia, segnala Confartigianato, il carico tributario è superiore di 3,5 punti di Pil alla media europea: sono 54 miliardi di euro di maggiori imposte per i contribuenti. Per il presidente, Giorgio Guerrini, "serve un riequilibrio della pressione fiscale su imprese e lavoro, meno adempimenti e più fiducia tra stato e cittadini".
Confindustria si è detta pronta ad accettare una riforma fiscale "a invarianza di pressione" purché, ha sottolineato il presidente Emma Marcegaglia, "si abbassino le tasse sui lavoratori dipendenti e sulle imprese". "Quando finiranno chiacchiere e le boutade, e vedremo uno straccio di pezzo di carta sul fisco di cui si parla da quindici anni, diremo la nostra", commenta senza mezzi termini il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. E la Cisl annuncia una "battaglia senza tregua" per la riforma.
Confindustria si è detta pronta ad accettare una riforma fiscale "a invarianza di pressione" purché, ha sottolineato il presidente Emma Marcegaglia, "si abbassino le tasse sui lavoratori dipendenti e sulle imprese". "Quando finiranno chiacchiere e le boutade, e vedremo uno straccio di pezzo di carta sul fisco di cui si parla da quindici anni, diremo la nostra", commenta senza mezzi termini il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. E la Cisl annuncia una "battaglia senza tregua" per la riforma.
Intanto buone notizie arrivano dalle entrate tributarie. Il gettito, comunica il Tesoro, è tornato ai livelli precedenti alla crisi: nei primi 4 mesi, si è attestato a 115,472 miliardi di euro (+6,178 miliardi). Sempre alto il debito pubblico che ad aprile, secondo la Banca d'Italia, ha toccato il nuovo record a 1.890,622 miliardi di euro.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, questa mattina aveva detto: "Questo è il momento di fare le cose. Ci sono difficoltà, c'è la crisi economica, ci vuole coraggio, oltre alla prudenza. Spero davvero si metta mano alla categoria del coraggio: il governo deve fare scelte coraggiose. E lo si può fare mettendo mano subito alla riforma fiscale anche se il momento è difficile".
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